Visualizzazione post con etichetta Gibran. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gibran. Mostra tutti i post

lunedì 2 novembre 2009

Sul dolore. Gibran.




E una donna disse:
Parlaci del Dolore.

E lui disse:
Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole,così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita,il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano,benché pesante e rude,è retta dalla tenera mano dell'Invisibile, e la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

GIBRAN




Il dolore mi attraversa e mi fa compagnia in un viaggio che è arduo e difficile,
nel cammino che il Signore ha in mente per me..
deviare dal cammino a causa del dolore è più facile di quel che sembra,
tra bene e male...il libero arbitrio...imprevedibile....sconfigge il male.
So che mai potrò dire..nessun dolore mi attraversa...
perchè nel corpo come nello spirito, piccole o grandi spine trafiggono sempre.
Pensare che le spine portino gioie è da matti...
ma se mi soffermo a pensare che le spine di Gesù ci hanno portato alla salvezza allora mi chiedo...cos'è la follia?



Ecco..il dolore è come una cascata nell'anima.
Si mischia al fiume di amore che ho dentro per te
e mi fa continuare il cammino verso quell'estuario...
ma Signore...perdonami se spesso non riesco a nuotare
e rischio di affogare.

giovedì 14 maggio 2009

Ali spezzate - La dedica del romanzo ed i protagonisti


Non so quante volte ho letto questo libro..innumerevoli.
Ed ogni volta è come se fosse la prima volta...
dalla dedica di Gibran nel romanzo, a tutto il susseguirsi in un intreccio immortale di sensazioni ed emozioni, che si rinnovano ogni volta.

La dedica: A colui che contempla il sole con occhi vitrei e afferra il fuoco con dita intrepide e ode l'armonia spirituale dell'Eternità dietro le urla e i clamori dei ciechi. A M.E.H. dedico questo libro.

E' un romanzo d'amore, dei segreti dell'amore, della passione dell'amore, della gioia dell'amore e del dolore dell'amore....dell'incanto dell'amore.

Protagonisti sono: Selma Karamy ed un giovane Kahlil Gibran.
Insieme incarnano e danno vita all'amore, volano..ma l’amore.. come è capace di innalzare il nostro cuore nell’estasi del volo, può anche ferirlo e gettarlo nella disperazione quando viene meno, spezzando le ali.

Voglio rileggerlo qui, tra le mie vibrazioni dell'anima...